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Il Carnevale di Drežnica

14 settembre 2017 - Patrimonio culturale
Il Carnevale di Drežnica

Avdiovizualni laboratorij ISN ZRC SAZU di Ljubljana

Il carnevale di Drežnica

(un paese vicino a Caporetto) è uno dei carnevali più conosciuti tra quelli tradizionali della Slovenia, paragonabile a manifestazioni simili in Europa, dalle Alpi ai Balcani e al Mediterraneo.
Responsabile del carnevale è la comunità dei giovani adulti non sposati, che conserva ancora il significato tradizionale e gestisce l’organizzazione pratica, oggi anche con la consapevolezza di tramandare un patrimonio culturale locale ereditato. Questo aspetto rimanda a caratteristiche diffuse anche in territorio friulano, in Carnia in particolare (ad. es. Maiaso, Enemonzo, Colza) dove per ogni classe d’età erano previsti dei compiti specifici all’interno del gruppo e naturalmente una serie di pene nel caso si fosse contravvenuti alla regola. Si entrava nel gruppo dei giovani attorno ai 10-11 anni e se ne usciva solo al compimento della maggiore età, durante questa permanenza nel gruppo ogni adepto veniva battezzato e gli si affiancava un padrino, a cui si era legati con l’obbligo della segretezza ed obbedienza.

Il “Brutto”

Questo video (2010-02-03) presenta la lavorazione della maschera del “Brutto” dall’aspetto particolarmente spaventoso. La maschera è costruita in legno e indossata dai novizi, ovvero dai giovani adulti del villaggio. La maschera zoomorfica de “il brutto” si colloca tra i 15 personaggi tipici.
L’autore è Miha Pece, direttore del Avdiovizualni laboratorij ISN ZRC SAZU di Ljubljana.

Si tratta di un esempio di filmato uniconcettuale: documenta solo una piccola parte di un rituale molto più lungo e complesso. Si possono notare, tra l’altro, le scelte di rispettare esattamente la cronologia delle fasi (evidenziate dalle dissolvenze incrociate), l’evitare una “messa in scena”, il non utilizzare interviste, voce fuori campo e musica di sottofondo.

La sfilata del mattino

(2010-02-03, durata 00:04:45)
Ricerca di Naško Križnar, riprese di Miha Peče e Sašo Kuharič, montaggio di Miha Peče.

Il giro porta a porta

(2010-02-03, durata 00:10:17)
Realizzazione di Miha Peče, collaborazione di Sašo Kuharič.

L’evento in piazza

(2010-02-03, durata 00:05:12)
Realizzazione: Miha Peče.

Questi aspetti rimandano ad una sorta di controllo del territorio nei confronti di chi veniva da altri paesi, e riguardava anche le ragazze del paese. Le associazioni giovanili erano diffuse fin dal Medioevo come ricorda lo studio di Schindler “Tutori del disordine” e rappresentavano una sorta di strumento guidato dall’esperienza degli anziani per il controllo della comunità. Naturalmente questi aspetti vengono “ritualizzati” durante il carnevale ma si possono ancora riconoscere nei comportamenti e nelle gerarchie delle maschere.
Il gruppo dei giovani ricevono un riconoscimento dai compaesani per aver svolto un servizio alla comunità nell’organizzazione del carnevale, la cui tradizione è stata inserita nel Registro del patrimonio culturale immateriale della Slovenia.

Con questi video iniziamo una collaborazione con il LABORATORIO AUDIOVISIVO dell’Istituto di Etnologia Slovena (Centro di Ricerca Scientifica dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti).

L’antropologia e l’etnologia visuale hanno avuto e continuano ad avere un ruolo fondamentale nel rappresentare e riproporre la cultura materiale ed immateriale di territori e popolazioni. Queste discipline hanno una lunga tradizione metodologica su come documentare attività tramandate attraverso la gestualità e il corpo e su come far fruire e valorizzare questo patrimonio anche tramite l’audiovisivo. Per queste ragioni un confronto con altri approcci scientifici e non (ad esempio la sociologia visuale, il documentario televisivo mainstream o il video turistico-promozionale ecc.) potrà risultare estremamente utile agli studenti.

La scelta dell’argomento, la conoscenza e l’approfondimento del contesto storico-culturale, il tipo di relazione che si instaura con i soggetti dei documentari, le scelte registiche sullo storytelling, sulla tecnica di ripresa, sul montaggio, sulla colonna sonora o sulla durata del documentario sono solo alcune delle opzioni che il videomaker deve affrontare: il confronto con questo tipo di produzioni permetterà di mettere a fuoco le diverse finalità e stili di produzione.

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